Acidosi metabolica: in cosa consiste questa patologia?
Acidosi metabolica: sintomi, cause e conseguenze di questa grave patologia. Andiamo a scoprire cosa accade al nostro corpo quando si accumulano le scorie metaboliche.
Sommario
L‘acidosi metabolica si verifica quando l’equilibrio omeostatico tra sostanze acide e basiche dell’organismo va in tilt. Questo equilibrio è molto delicato e assicura il corretto funzionamento di vari processi, che sono fondamentali per la nostra stessa sopravvivenza.
In condizioni simili, si verifica dunque un accumulo di acidi nel corpo, in particolare nei tessuti e nei liquidi. Proviamo a capire meglio quali sono i sintomi principali, come ricevere una diagnosi corretta e quali sono le cause.
Diagnosi della patologia
Per accertare la presenza della malattia bisogna analizzare diversi valori e scoprire se vi sono delle anomalie. Nello specifico si va a considerare:
- pH delle urine
- gas nel sangue arterioso
- elettroliti sierici.
Ad esempio, nell’analisi del pH delle urine, quando i valori sono inferiori a 5 significa che c’è un’acidosi in atto. In condizioni di salute, questi dovrebbero essere compresi tra 6.5 e 7.
Se però si vuole comprendere l’eziologia del disturbo, bisogna valutare anche altri fattori quali i valori di sodio, cloro, potassio, Co2 e bicarbonato di sodio.
Acidosi metabolica: cause
Le cause di questa patologia sono le più disparate e possono dipendere sia da fattori interni che da fattori esterni. Ciò significa che o vi è una iperproduzione di sostanze acide da parte dell’organismo o queste ultime vengono introdotte dall’esterno mediante alimentazione.
A volte infatti un’alimentazione errata, completamente incentrata sul consumo di cibi acidi, può determinare l’insorgenza della patologia. Le sostanze incriminate sono carboidrati e proteine, che vengono assunti in quantità eccessive senza compensare con altri nutrienti fondamentali.
In altri casi è la presenza di precedenti malattie che favorisce lo sviluppo dell’acidosi. Parliamo nello specifico dell’insufficienza renale e del diabete, di cardiopatie o disturbi a livello respiratorio.
Infine possono essere considerate cause anche l’acidosi ipercloremica, un’infezione che procura la perdita del bicarbonato di sodio, così come l’acidosi lattica, legata alla disfunzione di alcuni organi interni.
Altri fattori eziologici sono alcolismo cronico, vomito o diarrea prolungati, stati di denutrizione, utilizzo di diuretici o di alcuni farmaci. Come vedete il panorama è abbastanza ampio e questo determina una lunga fase di indagine diagnostica per poi provvedere a delineare la terapia più adeguata.
Acidosi metabolica sintomi
Ma qual è la sintomatologia tipica di questa malattia? In realtà il quadro è molto complesso e non sempre di facile soluzione. Chi è affetto da acidosi metabolica avverte infatti tutta una serie di sintomi che inizialmente sembrano essere del tutto comuni.
Si possono manifestare in diversa misura e gravità:
- nausea
- pelle secca e prurito
- perdita di appetito
- sonnolenza
- mal di testa
- alitosi
- aritmia
- ritenzione idrica
- dolori alle articolazioni
- disturbi dell’umore e nervosismo
- crampi muscolari
- respiro affannato e difficoltà nella respirazione
- senso di confusione
- perdita di concentrazione.
I sintomi variano molto da paziente a paziente, in quanto saranno i valori alterati, più o meno alti, a determinare la gravità della patologia. Quello che però è importante sapere è che un’acidosi non curata nel tempo può indurre persino al coma e alla morte, in caso di complicazioni.
Tra le varie conseguenze possono verificarsi inoltre perdita di massa magra, diminuzione dei minerali a livello osseo e invecchiamento precoce.
Cura dell’acidosi metabolica
Per curare l’acidosi bisogna intervenire in primo luogo sulla causa scatenante, quindi sulla patologia sottostante. Spesso si procede anche attraverso l’introduzione di elementi alcalinizzanti, finalizzati a ripristinare un corretto equilibrio bio-chimico.
Alimentazione consigliata
Quello che ingeriamo ha un’importanza fondamentale per il nostro benessere. Nello specifico, abbiamo visto che bisognerebbe evitare di fare il pieno di proteine e carboidrati.
Ciò comporta ridurre in maniera significativa il consumo di pasta, dolci, cereali raffinati e integrali. Inoltre andrebbe dosato anche il consumo di carne e pesce, uova, latticini.
Tra i cereali possono essere mangiati quinoa, amaranto, miglio e grano saraceno. Via libera invece a frutta e verdura.
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Ultimo aggiornamento il 6 Dicembre 2017 da Rossella Vignoli
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